Corvi neri e terremoti.Mentre tutto intorno il caldo sconquassa la pelle e da frustate sull'epidermide arrossata tu sogni corvi e terremoti. cinque, sei sette... undici volte. E ogni volta ti svegli, apri gli occhi.. ti capaciti che sei ancora nel tuo letto, che sono le 3, le 3.11, le 3.22 e così via.. e che tu hai fatto lo stesso sogno. E quello del terremoto è anche peggio perchè la sensazione che ti lascia la senti per tutto il giorno a venire tanto da controllare ogni tanto che il lampadario non stia oscillando. Non scrivi da tanto eppure ne avresti di cose da dire. Cambiamenti e cataclismi, cicatrici e sorrisi, chilometri e letti sfatti. E poi ci sei tu che nonostante tutto non perdi la voglia di andare avanti ( e ti chiedi da dove ti venga questo rinnovato ottimismo.. se sia semplice incoscienza o istinto di sopravvivenza). E poi ci sono pensieri a cui vorresti dare voce, pagine di moleskine scritte nel cuore della notte mentre aspettavi che ti venissero a prendere. Ci sono di nuovo le voci nella testa, voci lontane che parlano di cose lontane, confuse. Ma tu hai pazienza, Atropo, io ti conosco. Affili le lame e aspetti. Non c'è fretta. La tua pelle sa di magnolia fresca, brucia un pò ma passerà. I tuoi muscoli tesi nello sforzo, come quando sali come quando cresci. E l'ennesina notte davanti. Di corvi e terremoti, che non fanno paura, ma che vorresti capire.