Perchè io so che sempre leggerai. Perchè io so che sempre, ad ogni passo, la tua ombra è più veloce della mia e mi precede. Perchè dietro ogni angolo ci sono i tuoi occhi fatti di nulla. Perchè in ogni fondo di bicchiere c'è lo specchio delle tue labbra. E nei gesti di molti riconosco i tuoi. Vivere è diventato la mia tortura, la mia gogna. Perchè anche quando sono sola, come ora, nella mia stanza al buio, tu sei là. Nascosto nell'angolo vicino la finestra, senza possibilità che un mio pensiero ti sfugga. Perchè tu sai che le tue parole sono state per me la pioggia d'autunno sulla pelle. E tu sei stato il mio inchiostro preferito per scrivere cantilene di giorni sempre uguali. E mi spaventa l'eccessiva luce del mattino a cui a stento contrappongo una tenebra molto più dolce, molto più umana. Il buio è avvolgente come le tue braccia. Dovrei avere paura del riflesso sul vetro causato da una luce fioca. Dovrei temere i fantasmi delle fotografie i cui occhi grandi come la notte potrebbero inghiottirmi. Dovrei temere te. E con te quello che ti porti dietro e dentro. Il tuo cuore è il pericoloso burrone nel quale non avevo paura di sporgermi pur non vedendo la fine. Questo morso di coraggio adesso è venuto meno. E' venuta meno anche la voglia di guardare, di scoprire, di affacciarsi. Quello che non riesco a capire, è questa voglia leggera, questa insana euforia, che si solleva per poi cadere, che scivola, che piove. che fluttua come una piuma. Come una piuma dentro un burrone.