I' m A cReeP, i'M a WeirDo 11....

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I wAnT To.. i wAnT To bE soMeOnE ElSe Or i eXpLodE..You WanT Me? fUcKinG CoMe aND bReAk tHE dOoR DowN.. I'll Be WaItINg wITH a GuN.. I'm ReAdY.

Chi sono e cosa ascolto..
Momentaneamente un anestetico dissociativo con una personalità borderline.
joy division lyrics
a - z LYRICS
Malinconicamente scivola nell'aria La canzone dei vecchi amanti..

luna vecchia..

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domenica, luglio 31, 2005

Ucciderei per i tuoi occhi che sanno solo guardare.

Il mio corpo d'adamantio non regge più le lacrime. Non ho più niente e tu mi stai strappando tutto. L'hai già fatto. I tuoi sguardi sono lame sottili che si portano via ogni giorno un pò di me. Mi spargo per il mondo, veleno vivente. In un'insensata collera mista a paura e orgoglio. Cosa ero. Cosa ero. Voglio adorare il tuo corpo. Voglio incensarlo, venerarlo e straziarlo di baci. Ma tu neanche te ne accorgi. Del resto come puoi. Avevo giurato di non restare mai più così bisognoso. Mai più così povero: e adesso guardami. Anche l'anima mi sono venduto e come un sans papier vado in giro per le strade cercando in mille altri corpi quel qualcosa del tuo che io non avrò mai. Mai. Fosse stato tempo fa avrei fatto la guerra. E mi avresti visto mettere a ferro e fuoco ogni centimetro di terra su cui avessi poggiato i passi. Ma adesso.  Che mi resta. Niente. Sono una scarna malattia dell'anima a cui pensavo di essere immune. Immune da me stesso. E i tuoi occhi. Due biglie verdi trasparenti che sanno solo guardare. Due schegge di metallo screziato incastonate nella mia carne. Due buchi. Due bruciature dell'anima che non riesco a limitare. Ti ucciderei. Ti ucciderei per quegli occhi che sanno solo guardare, e non vedere.

Bugia alla luna alle 23:58 ad opera di Kousin
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venerdì, luglio 29, 2005

Nutriti.Di.Me.

In fin dei conti l'epilogo del gioco sarà scontato e banale. Pazienza, fingerò di non saperlo e aspetterò ugualmente che qualcosa accada, illudendomi, come sempre. Dirmi che mi vuoi bene ormai è un piacevole ricordo, una consuetudine familiare, come quelle chicche che ti danno i parenti un pò anziani. Dirmi che mi vuoi bene è la chicca preziosa che mi regali quando ti va. E io sono ancora quella bambina che aspetta con le mani a cucchiaio impaziente di ficcarsi in gola quel piccolo gusto retrò. Gli anni passano. Alle chicche ho sostituito le pillole. Ne prendo quante ne voglio, e non aspetto che nessuno me le dia. Sono il benefattore di me stesso. Il mio Gesù Cristo personale. Così ingoio ogni tua parola, anche quando mi fa male. Semplicemente mi assento. Indolore. Rendo indolore quello che dici, lo privo di ogni senso amputandogli la testa come si fa con le sardine e poi lo caccio giù. Sai, non saprei nemmeno ritrovarle le tue centinaia di inutili parole in questo momento. Quante ne hai dette, quante ne hai dette al vento. Tutto in un immenso barattolo vuoto. Se vuoi un giorno te le rovescerò addosso mischiate alla pece bollente di tutti i miei pensieri che hai fatto abortire prima di nascere. Ma non ora. Non qui e non ancora. Se vorrai, un giorno. Continua intanto a nutrirti di me. Sono carne fresca e giovane e tu hai bisogno dell'illusione di un adepto al tavolo della tua religione che parla solo di te, di te, di te. Sacerdote e profeta e dio stesso. Di te, di te, di te. Perchè mangiarmi è l'unica cosa che sai fare, inconsciamente. Assuefarti al mio sapore, stupirti di un certo retrogusto, bagnarmi con del vino dolcissimo. Ingoi ogni giorno questa parte di me e la massacri fra i denti: in fondo non dovrebbe uscirne neanche tanto sangue. L'anima non c'è, sta tranquillo, è volata via da un pezzo. E non ti darà fastidio fra il crepitare delle mie ossa nella tua bocca. Puoi mordere tranquillamente. Ingoiami, coraggio. Una volta che l'avrai fatto capirai che questa tua fame insaziabile è solo bisogno di avere qualcuno a tua completa disposizione senza che ti venga chiesto niente. E io non chiedo niente, distesa come sono sul tuo tavolo da living room, legata polsi e caviglie a nastri di seta neri che io stessa ho filato, mentre tu con due bacchette cinesi ispezioni con minuzia i piccoli pezzi di carne che ti restano. Recidi tutto, mastica bene e non dimenticare di pulire i piatti leccandoli fino al bordo dorato del servizio buono che hai uscito per farmi onore. Ingoiami. Tanto non sento più niente. E una volta che l'avrai fatto, t'assicuro, ti sentirai più leggero anche tu. Ingoiami. 

Bugia alla luna alle 22:35 ad opera di Kousin
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giovedì, luglio 28, 2005

Fin da piccolo la storia di Ulisse ti affascinava. E tu un pò Ulisse lo sei sempre stato. Bugiardo, assetato di sapere, mutevole. Non riesci a stare più di cinque minuti in un posto. Ma solo casa tua ti fa sentire protetto. Anche il tuo letto è in alto. Non è esattamente su un albero d'olivo, e non hai nessuna Penelope che fili per te la tela. Ma anche la tua isola è petrosa e ti basta uscire di casa per ascoltare il cicaleccio degli insetti d'estate. E come Ulisse hai anche le tue sirene, di cui ti è concesso vedere il  volto ma non sentire il canto. Le loro voci sono pericolose. Più volte ci sei caduto e più volte gli amici fidati ti hanno raccomandato di non andare, di lasciar perdere, di seguire la giusta rotta, lontano da quegli scogli e da quei gorghi maledetti. Ma tu ami rischiare. Preghi che le corde siano abbastanza sicure. E ti fidi di te stesso. Come hai sempre fatto, in fondo. Che sia. Se dovrai aspettare la morte lo farai qui. Attaccato all'albero maestro. Conoscendo la tua fine fra i suoni di voci ingannevoli.

 

Sirene.gif (128182 octets)

Bugia alla luna alle 00:57 ad opera di Kousin
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sabato, luglio 23, 2005

Sei il ramo giovane della famiglia. L'arbusto dal cuore verdastro sul quale ci su può appoggiare. Sei il piccolo ammasso di pietre che non deve mai crollare. Sei la pietra angolare del tetto di una casa che sta per cedere. Assediato in casa, rispondi svagato al telefono " non so .. non so". La curiosità delle persone intorno alla tua famiglia ha unghie fameliche pronte a scipparti di dosso mozziconi di parole. Tiri fuori lo scudo. Scuoti il capo. Non so.. Non so.. Non so.. Anneghi i pensieri almeno undici volte al giorno. Ti impegni a non pensare, ma non ti è mai venuto troppo bene in ventidue anni, figuriamoci adesso. Anche da piccolo sei sempre stato così: il tuo corpo era quello di Atlante, il gigante costretto a sostenere il cielo. Anche il tuo spirito di Ninfa ha ceduto il passo ad una funesta Cassandra: i tuoi incubi sono i peggiori e spesso, troppo spesso li tieni per te.

Lei sa sempre cosa dirti quando a tavola tu sgrani poche nefaste parole fra un boccone e l'altro. E più di una volta le sue parole si sono rivelate veritiere. Chiamala esperienza, chiamala età. Adesso però è lontano, non può sentirti. Le tue radici sono chiuse con lei in una camera di rianimazione al seminterrato di un asettico edificio troppo lontano dal calore umano e dalla tua città. Ritorna l'incubo di sei mesi fa. Non è un pò troppo presto vecchia signora? Non è un pò troppo presto sporca puttana? Spranghi la porta con la tua schiena bianca. Non vuoi sentire i colpi. Provi a tenerla fuori. Mettiti in moto cazzo. Mettiti in moto. Sei solo un pezzo di carne del cazzo che non fa il suo dovere. Strano come gli esseri umani pur somigliando a una macchina abbiamo un'anima.

Hai scomodato tutti i santi del paradiso. Forse è ora di provare con i demoni dell'inferno. O forse è ora di smettere e di aspettare. Nell'arte dell'attesa non sei mai stato troppo bravo. Sorridi e pensi. Neppure Lei.

Bugia alla luna alle 21:23 ad opera di Kousin
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giovedì, luglio 21, 2005

Camere bianche asettiche. Aghi, liquidi e sangue. Stesso incubo di sei mesi fa. Morphina. Ancora. Stavolta ad un'altra parte di te. Il tuo albero sta perdendo le radici, e lo sta facendo così in fretta che le foglie stanno morendo. Stasera vorrei evadere. Vorrei essere in un posto affollato e allucinato, ruzzolare dentro la tana del bianconiglio sulle note di Damian and The Puzzy France in Consumer Gay e rivederci tutte le facce della mia vita. E rivedere in un eccentrico carnevale migliaia di volti che conosco e che non conosco in tutte le forme. E vorrei saturarmi le pupille per vedere i colori più sgargianti.  E vorrei invitare la gente a ballare con me. A ballare intorno a me. Come se fosse la sera prima della fine del mondo. Come se sopra di noi un enorme orologio segnasse i secondi che ci restano da vivere. E vorrei esorcizzare la morte così. Tenerla lontano da me o avvicinarla di più. Farla ballare con un uomo vestito di lucida pelle nera e la testa di coniglio rosa. Enorme. Vorrei conquistare la folla con un bacio e lanciarmi a volo d'angelo fra centinaia di mani rapaci. Vorrei che la musica e i colori fossero un unico grande miraggio. Un unica grande illusione. Vorrei stare in mezzo a gente diversa. Come me. In mezzo a quelli rigettati, emarginati, marchiati a fuoco perchè strani, ambigui, non conformi alla morale di questi insidiosi tempi. Ecco. Vorrei poter starmene in una straniante corte dei Folli. Un clandestino. Un Sans Papier. Un sans Papier della vita.

 

 

 

 

 

Bugia alla luna alle 23:00 ad opera di Kousin
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sabato, luglio 16, 2005

Un odore strano pregna le narici. Aria calda. Polverosa. Silenzio. La casa risuona dei tuoi passi vuoti. Appoggi i piedi sul marmo fresco. Ti rilascia un piccolo brivido che ti percorre la schiena. Indolente. Ecco come sei in questo momento. Tutto è rinchiuso nelle tue narici.Si oggi si ragiona solo con l'olfatto. Penthotal stesso fiuta l'aria annoiato sdraiato con gli occhi chiusi su un cuscino. Hai chiuso le tapparelle perchè non entri il sole. Questo non modifica la temperatura dell'ambiente, ma ti fa sentire protetto. La luce ti fa male agli occhi. La luce fa male. Molte cose che alla luce sembrano una cosa svelano solo la loro essenza solo nel buio della notte. Io lo so.

 

 

La luce mente. 

Bugia alla luna alle 16:43 ad opera di Kousin
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lunedì, luglio 11, 2005

E' difficile e strano descrivere come mi sento. E' difficile sai, ma ci provo lo stesso. Prendo un attimo di respiro e scrivo qui, tanto so che non lo leggerai mai. Come mi sento. Ecco io mi sento di stare per impazzire. No, non ridere. Non è retorica. Non lo so perchè mi viene da piangere. Non lo so davvero perchè. E' come se avessi preso un muro. Si esatto. Come se fossi andata contro un muro al massimo della velocità e l'avessi preso con tutte le mie forze. E ora sono lì. Tramortita. Che botta. Odio sentirmi come certe canzoni di Battisti. Odio battisti, tanto per cominciare. Tutto si ferma qui. Pomeriggio non ho fatto un cazzo. Troppi pensieri, troppi. Troppe volte quel tarlo mi ha massacrato il cervello: ma tutto questo perchè?! Non avrei mai voluto dirtelo, davvero. Scusami sai.  Scusami se stasera sono esplosa contro di te. Se ho cominciato a spingerti contro il muro, a toglierti spazio, a sottrarti l'aria. Ma è l'aria, la stessa aria che manca ai miei pensieri. La stessa aria che faccio entrare fresca ogni notte dalla finestra dopo essere tornata dal bagno dove con regolarità ormai rimetto quello che riesco a ingoiare, e qualche sera sono sicuro che lì fra il lavabo e il cesso ci ritrovo anche la mia anima e qualche pezzo del mio cuore. Ogni tanto qui passa il tuo odore. Patetica. Ecco come sono stasera. Patetica. E tu non parli. Vorrei dipingere, disegnare. Vorrei riuscire a farti capire come sto. Cosa provo adesso. Ma prima di farlo capire a te dovrei chiarire io cosa cazzo è questo dolore al fondo dello stomaco. Questo battere sordo e cieco che non mi da pace. Sono una pantomima di me stesso. E nella versione peggiore. Non sono io. Questa non sono io sai? Mi chiedo perchè non riesco a mostrarti il meglio di me. Perchè non riesco mai a rendere la tua vita come la vorrei.. come vorrei che fosse.. Mi sento così stupida. Così impedita. Questa non sono io. Questa non sono io, davvero. Ti prego credimi.

 

 

 

Dolce instabile condanna.. mi hai portato troppo in là..

Bugia alla luna alle 22:37 ad opera di Kousin
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martedì, luglio 05, 2005

E' strano come vederti sorridere mi riporta indietro. Mi fa male a volte sai? Più male dell'ago che oggi mi ha visitato le vene. Ma che ci vuoi fare. E' la vita. Gli esami sono vicini. E tu sei troppo lontano. Fanculo.. vorrei solo poter trovare un giusto equilibrio. Solo un giusto equilibrio. Fra me e Te. Fra quello che sto seppellendo e quello che sto cercando e quello che ho fra le mani.

La verità è una bugia che nessuno ha ancora scoperto.

Bugia alla luna alle 22:50 ad opera di Kousin
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