L'incredibile felicità di Kousin Jerry.
Capita, e tu lo sai, nei momenti più disparati, che la tua testa decida di fare da se. Come uno stallone si inalbera, si imbizzarrisce. Scalciona via il cavaliere dalla sella e galoppa per i fatti suoi verso le pianure più libere e sconosciute. Sei stato fatto così: nessuno ti ha mai messo niente intorno al dito, ne una catena al collo. Non hai braccia che ti stringano: è logico anche che tu non ne abbia quando hai bisogno di essere circondato di qualsiasi genere di sentimento.
Hai fiducia in te stesso. Riesci ad autoimporti disciplina riprendendo le briglie di quel cavallo che corre veloce. Sai aver paura quando pensi di non riuscire a far qualcosa, quando sai che puoi deludere. Ma a volte la tua testa non ci pensa più di tanto e tutto finisce lì.
Strana cosa, la tua testa. Strano tu. Weirdo ( adesso sentite come m'attaccano, sentite...).
Oggi hai concluso una parte delle cose che ti eri riproposto di fare. Hai zittito il becco ai professori saputelli del conservatorio, alle loro richieste su chi sia Carissimi o come sia composta l'opera del 600. Hai esposto, in una tesi, quanto Brizzi sia stato importante per te, quanto ti abbia dato parole e quanto ti abbia insegnato a interrogarle, le parole, con devozione.. che se si aspetta loro ti daranno una risposta. Hai studiato Wittegenstein, il suo modo di considerare i pensieri per immagini, i cervelli nella vasca di Putnam, la dedizione di Kant per Sintetico&Analitico. Hai fatto compagnia a Moravia, Sciascia, Pasolini, Morante, Gruppo 63..e hai scoperto che anche Sanguineti la pensava come te sulla guerra: questo è il gatto con gli stivali.. ma se giri la pagina non ci trovi niente. Infine, sei tornato alle parole, quasi come un giro curioso del fato. Hai ripiegato su di esse. Ed è andata bene. Hai superato l'ostacolo. Ti sei tuffato dal trampolino: un triplo salto mortale ad occhi chiusi, e l'applauso un pò soddisfatto del pubblico ti ha fatto capire che.. beh.. nn deve essere andata tanto male.
Adesso si semi-torna alla normalità. Domani ti aspettano dei ragazzi a cui dovrai di nuovo spiegare le parole ( che strano, la tua vita nasce-continua-cresce- con le parole.) Le uniche che non ti hanno mai tradito, mai abbandonato e ne sei un pò felice.
Adesso l'unica cosa che senti sono le punte bagnate dei tuoi capelli che ti imperlano il collo di piccole gocce che scivolano via leggere come brividi. Adesso sai bene che non c'è niente che tu non riesca a fare, se ti ci metti. E sai adesso, che quel cavallo maremmano, per quanto possa correre alla fine, torna sempre indietro..

***
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E. Montale